Danni provocati dai terremoti

 

Gli edifici colpiti da terremoti sono soggetti a danni strutturali e non strutturali.
Le riparazioni non strutturali possono riguardare i danni agli elementi impiantistici ed elettrici comprese le finiture.
I ripristini di componenti non strutturali devono essere eseguiti sempre e solo al termine dei lavori di rinforzo e di riparazione delle strutture portanti.
È infatti necessario prestare attenzione ai dettagli di collegamento dei componenti architettonici e non strutturali ai principali componenti portanti al fine di garantirne la stabilità.

 

I componenti non strutturali e architettonici vengono facilmente danneggiati durante il terremoto

 

Le riparazioni dei componenti non strutturali possono comprendere:
1) La correzione di difetti come crepe, fessure e cadute di intonaco
2) La riparazione di porte finestre e vetrate
3) La verifica e riparazione dell’impianto elettrico e dell’intero cablaggio
4) La verifica e riparazione delle tubazioni del gas, acqua e dell’impianto idraulico
5) La ricostruzione dei tamponamenti interni, dei camini, dei cornicioni ecc…
6) Il ripristino del manto di copertura danneggiato
7) Il ripristino dei pavimenti o dei rivestimenti danneggiati
8) La tinteggiatura delle superfici
Come già anticipato, le riparazioni architettoniche non ripristinano le condizioni originali di partenza di resistenza dei componenti strutturali dell’edificio, e qualsiasi tentativo di effettuare solo riparazioni di elementi architettonici, trascurando le riparazioni strutturali richieste, può avere serie implicazioni sulla sicurezza dell’edificio.
Nel caso in cui, l’edificio fosse scosso da un’analoga forza sismica, il danno provocato sarebbe molto più grave perché la capacità di assorbimento energetico dell’edificio è ormai ridotta rispetto alle condizioni originali.

 

Riparazione e rinforzo strutturale

 

Prima di parlare della riparazione e del rinforzo strutturale, per il ripristino della capacità portante degli elementi, è necessario effettuare una valutazione dettagliata dei danni al fine di determinare:

  1. Le condizioni strutturali dell'edificio, per decidere se una struttura può essere riparata e se può essere considerata agibile o in alternativa inagibile ed essere demolita, in quanto da considerare pericolosa e irrecuperabile.
  2. Se la struttura può essere riparata, è necessaria una valutazione dettagliata dei danni dei singoli componenti strutturali (mappatura delle fessurazioni, individuazione dei dissesti locali, punti di frattura del cemento armato, ecc…). è possibile anche far eseguire dei test non distruttivi per determinare la resistenza residua degli elementi (prove di carico, estrazioni di carote ecc...)
  3. La realizzazione di un idoneo sistema di puntellamento temporaneo per sorreggere gli elementi più danneggiati in modo che non subiscano ulteriori danni a causa del carico gravitazionale.

Dopo la valutazione del danno dei singoli elementi strutturali e a seconda della sua entità si devono eseguire gli interventi di riparazione necessari al ripristino della sicurezza dell’edificio ovvero:

  1. rimozione di porzioni di pareti e pilastri in muratura danneggiata e ricostruzione con materiali più performanti. (preferire l’uso di malte antiritiro e tecnica dello “scuci-cuci” ove è possibile)
  2. Creazione di intonaci armati tramite l’aggiunta di reti di rinforzo su entrambe le facce della parete, con l’inserimento di diatoni di collegamento passanti con funzione di confinamento della muratura.
  3. Iniezioni di malte speciali o resine sia nelle murature che eventualemente nelle fondazioni danneggiate.
  4. Applicazione di fibre di carbonio e resine epossidiche sugli elementi in calcestruzzo armato
    Miglioramento sismico

L’obbiettivo principale del rinforzo sismico è quello di migliorare la resistenza sismica di un edificio in modo che diventi più sicuro in caso di futuri terremoti.
In che modo può essere migliorata la resistenza sismica?

  1.  È possibile aumentare la resistenza “laterale” in una o entrambe le direzioni aumentando la dimensione dei pilastri e delle pareti oppure inserendo nuove pareti con funzione di assorbimento della forza sismica.
  2. Dare unità alla struttura fornendo un'adeguata connessione tra i suoi elementi resistenti in modo tale che le forze d'inerzia generate dalla vibrazione dell'edificio possano essere trasmesse ai componenti che hanno la capacità di resistere ad esse. Fondamentali i collegamenti tra la copertura e le pareti in muratura portante e i vari impalcati.
  3. eliminare le caratteristiche di debolezza presenti nelle strutture che potrebbero creare concentrazioni di forze in alcuni elementi (per esempio pilastri tozzi) oppure una distribuzione planimetrica asimmetrica degli elementi resistenti, brusche variazioni di rigidità da un piano all'altro, concentrazione di grandi masse o grandi aperture nelle pareti senza un adeguato rinforzo (cerchiaggio).
  4. evitare la possibilità di modi di rottura fragili mediante un adeguato rinforzo e collegamento di elementi resistenti.

 

Adeguamento sismico

 

Molti edifici esistenti non soddisfano i requisiti di resistenza sismica delle attuali norme a causa di inadeguatezze strutturali originali e degrado dei materiali causati dal tempo (invecchiamento) o delle modifiche apportate durante l'uso nel corso degli anni (ristrutturazioni, cambi di destinazione d’uso ecc...)
la loro resistenza sismica può essere portata al livello dell’ attuale normativa con adeguate tecniche di rinforzo sismico.

 

Miglioramento/adeguamento o ricostruzione?

 

La demolizione di un edificio danneggiato o di un edificio esistente non sicuro con la ricostruzione è, in genere, una via non intrapresa per una serie di motivi, tra cui:

  1. Costi di ricostruzione più alti rispetto a interventi di rinforzo e miglioramenti strutturali
  2. Conservazione del patrimonio architettonico esistente
  3. Regolamenti comunali e piani regolatori
  4. Mantenimento di ambienti sociali e culturali funzionali

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il costo relativo del rinforzo rispetto al costo della ricostruzione determina la decisione.
Spesso il rinforzo strutturale può richiedere durate inferiori rispetto alla ricostruzione mentre quest’ultima può offrire la possibilità di un nuovo edificio con standard attuali sia di sicurezza che di confort abitativo.